E-mail Marketing per il proprio business: SendinBlue.

E-mail Marketing per il proprio business: SendinBlue.

E-mail Marketing con SendinBlue: che cos’è?

Trattasi di una valida soluzione di marketing relazionale, sviluppata in Francia, il cui scopo primario consiste nel creare, pianificare e gestire al meglio l’invio di campagne e-mail. Il tutto anche a chi non ha particolare dimestichezza con questo genere di lavori, grazie ad un’interfaccia utente altamente intuitiva e decisamente user-friendly, basata in sostanza su pratici editor visuali.

L’editor drag and drop di SendinBlue è il suo vero punto di forza, visto anche il suo orientamento responsive.

La visualizzazione dei contenuti email è in grado di adattarsi alla perfezione allo schermo del dispositivo da cui viene visualizzata (pc, notebook, smartphone, tablet, phablet), senza bisogno di conoscere i linguaggi di programmazione. Ottima l’opportunità di personalizzare colori, font e link. 

SendinBlue: come funziona?

In  riferimento al funzionamento di SendinBlue, è opportuno constatare la sua conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), incentrato sul rafforzamento dei dati personali e sulla semplificazione della questione normativa inerente agli affari internazionali.

Ma è nella notevole presenza di opzioni che risiede il reale vantaggio competitivo di questo strumento di marketing relazionale, tanto caro a chi intende fare DEM.

Nello specifico:

– è possibile contare su un numero illimitato di contatti iscritti, senza dover fronteggiare costi aggiuntivi:

– si dispone di un IP dedicato per inviare e-mail con il nome del proprio dominio. Questa funzione è a pagamento, ma si rivela molto utile nell’ambito dell’e-mail marketing, perché da un lato invia un segnale di fiducia ai destinatari e dall’altro contribuisce a rafforzare l’identità del brand e il livello di popolarità sul web. E se si fa e-commerce, la cosa è fondamentale.

– trigger marketing: le risposte automatiche via e-mail; Le e-mail automatiche sono importantissime quando si tratta di rispondere ai quesiti posti dall’utente, spesso via chat, orientandolo al meglio nell’acquisto dei prodotti sul sito di e-commerce. Inoltre, le si utilizza anche in determinate occasioni, tipo quando l’utente inserisce un articolo nel carrello, senza però completare l’acquisto o a seguito della sua iscrizione alla newsletter o ancora nella giornata del suo compleanno.

– mappa termica: utile, perché permette al diretto interessato di venire a conoscenza di come si comportano gli iscritti e dove cliccano;

– perfetta integrazione con WordPress e con Google Analytics.

L’utilità dell’e-mail marketing

E-mail efficaci, realizzabili in un batter d’occhio, possono fare davvero la differenza, perché ti permettono di comunicare con i tuoi clienti proponendo promozioni, eventi, webinar, prodotti informativi. L’ 80% degli utenti preferisce il mezzo posta come metedo di comunicazione con le aziende di loro interesse.

Conditio sine qua non per il successo dell’iniziativa sono l’attenzione ai tempi e ai contenuti. 

In questo viene in aiuto l’ editor drag and drop che ti permette di creare email belle ed efficaci.

Un canone mensile basato su quanto invii da richiedere al tuo Managed Service Provider.

Vuoi ricevere una presentazione gratuita? Ti interessa sapere come SendinBlu può aiutarti nel tuo business? Contattaci!

Giorgio Bagnasco

Giorgio Bagnasco

Managed Services Specialist

Dottore in Matematica Informatica, originariamente sviluppatore di applicazioni Web, amministratore di database e project manager in una vasta gamma di applicazioni aziendali. Oggi specializzato in IT Management e System Integration, problem solving, progettazione e gestione di reti informatiche, ottimizzazione di sistemi informativi aziendali

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
Negli anni IPSNet è diventato un marchio sinonimo di competenza e professionalità per assistere il cliente e orientarlo nel mondo della rete, sempre più difficile e ricco di opportunità, ma anche di insidie. Cloud Provider, soluzioni per le reti informatiche e la sicurezza dei dati nelle aziende sono, ad oggi, il nostro quotidiano impegno per centinaia di clienti che, da oltre 20 anni, ci affidano la propria informatizzazione digitale.

Hai bisogno di maggiori informazioni?
Chiamaci al 011.58.07.622

I motori di ricerca: parliamo di crawling, indexing e ranking.

I motori di ricerca: parliamo di crawling, indexing e ranking.

 

I motori di ricerca si evolvono negli anni, diventano sempre più intelligenti e adattandosi al cosiddetto “linguaggio naturale”, che più si avvicina al parlato colloquiale.
La risposta dei motori di ricerca diventa quindi più dettagliata, con lo scopo di soddisfare ogni tipo di richiesta, in modo preciso.

A livello tecnico, il motore di ricerca è composto da alcuni programmi:

  • Un crawler che si sposta all’interno della rete da una pagina web all’ altra con la finalità di leggerne il contenuto.
    Tale crawler (o spider) utilizza i link, per spostarsi da una pagina web all’altra.
  • Un programma che crea un indice di tutte le pagine scansionate correttamente.
    Tale programma è in grado di categorizzare le pagine e di valutarle in base ad alcuni parametri.
  • Un programma che comprende la ricerca dell’utente, la confronta con l’indice e restituisce i vari risultati di ricerca nella SERP (che è appunto la pagina dei risultati).

Che cos’è il Crawling

Il Crawling corrisponde a una sorta di scansione dei siti web e di ogni loro pagina. Viene effettuata in modo automatico da alcuni bot, chiamati spider o crawler che indicano al motore di ricerca quali pagine sono nuove su internet e sono quindi da analizzare e indicizzare al fine di farle comparire nei risultati di ricerca degli utenti.

I bot dei motori di ricerca controllano due elementi:

  • la Sitemap, ossia la struttura del sito composta dall’ Html, dagli URL interni;
  • il file robots.txt, tramite il quale lo sviluppatore del sito può suggerire ai motori di ricerca quali pagine indicizzare e quali no.

Che cos’è l’Indexing

Il processo di indicizzazione, invece, serve per dare un ordine ai contenuti del sito, tramite particolari algoritmi che classificano le pagine basandosi sulle parole chiave, sulle categorie e sulle tematiche. In questo modo il motore di ricerca, quando viene chiamato in causa, non avrà bisogno di consultare l’intera rete, ma soltanto il database dove sono state raccolte le informazioni e indicizzate le pagine. Va detto che ad oggi, il motore di ricerca è un motore semantico, quindi comprende veramente il significato delle parole, sapendo riconoscere ad esempio la differenza tra “Che pizza!” e “Stasera vorrei una pizza” e ha raggiunto livelli di precisione altissimi.

Che cos’è il Ranking

Il Ranking è un punteggio che Google assegna a un sito web e alle pagine che lo strutturano. Più alto è il valore del ranking di una pagina e più questa apparirà in alto nei risultati di ricerca (SERP). Il ranking viene formato da una centinaia di parametri e fattori differenti che riguardano quattro macrocategorie: popolarità, utilità, autorevolezza e qualità. Il motore di ricerca, essendo sempre più sofisticato, ad oggi tiene presente alcuni contesti di ricerca di un utente come: l’uso del mobile, la geolocalizzazione, le ricerche precedenti, il sesso. Infatti, non è più inusuale vedere risultati di ricerca diversi in base all’ utente che effettua la ricerca.

Grazia Angela Cuomo

Grazia Angela Cuomo

Digital Strategist

Dott.ssa in Scienze della Comunicazione e dell’ Informazione, continua la sua formazione con un Master in Digital and Social Media Marketing. Appassionata di Business, e-commerce e tecnologia.

Dal 1995 siamo al fianco di professionisti e imprese.
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Marketing Funnel semplice: cos’è e come si struttura?

Marketing Funnel semplice: cos’è e come si struttura?

 Il funnel marketing è la descrizione dell’iter che compie  un consumatore per giungere all’ acquisto di un bene. Per descrivere al meglio questo percorso (detto customer journey) si è presa a modello un’infografica ad imbuto che ben si presta ad illustrare visivamente il processo.

Questo modello di “marketing ad imbuto” descrive anche l’insieme delle tecniche di marketing e di comunicazione atte a portare un consumatore a tale scelta.

Negli ultimi decenni, come conseguenza della digitalizzazione, il percorso di acquisto è diventato sempre più frastagliato, disomogeneo e ricco di canali (detti touchpoint) per raggiungere i propri potenziali clienti. Dopo la tv, la radio e i giornali si è arrivati ben presto a internet, blog e social network. 

Descrizione del funnel marketing

   1. Parte superiore dell’imbuto, Top of Funnel (TOFU)

Obiettivo: creare awareness

In questo momento il nostro consumatore si sta informando: legge articoli, ricerca attivamente su un motore di ricerca un prodotto che desidererebbe, cerca consigli, naviga sui social alla ricerca di ispirazione. Si trova nella cosiddetta fase dell’infocommerce.

Conosciamo i suoi interessi e possiamo sfruttare queste informazioni per creare awareness, ossia farci conoscere come azienda e come brand tramite SEO, SEM, Social Media Marketing… etc.

In questa fase l’utente non è ancora pronto a comprare, è quindi inutile proporre grandi sconti a breve scadenza, meglio puntare sul raccontarsi nel modo corretto e fornire informazioni davvero utili all’ utente.

2. Parte mediana dell’imbuto, Middle of Funnel (MOFU)

Obiettivo: creare considerazione.

In questa fase il consumatore sta intensificando le sue conoscenze dopo aver compiuto una serie di ricerche. È il momento in cui desidera approfondire maggiormente, ha identificato che tipo di prodotto o servizio è più adatto a risolvere il suo problema, ma deve ancora scegliere per davvero.

Sta valutando l’affidabilità dei vari brand e tramite recensioni e passaparola, sta cercando di farsi un’idea di prezzo e qualità desiderati. È necessario rassicurare l’utente il più possibile circa l’affidabilità del nostro prodotto o servizio offrendo lui tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Retargeting: nel Mofu, è buona norma continuare a farci vedere dal nostro utente una volta che questo è venuto a contatto con noi una volta. Sarà possibile tramite la pubblicità display e i social network, oppure tramite e-mail marketing se ha lasciato un suo contatto.

 

 

3. Parte terminale dell’imbuto, Bottom of Funnel (BOFU)

Obiettivo: convertire.

Il nostro utente è finalmente pronto a diventare cliente e quindi a compiere il suo acquisto. È il momento di proporre qualche promozione last minute o ad esaurimento scorte, oppure qualche free-trial.

Si tratta di una fase delicata: occorre rassicurare l’utente sulla sicurezza del pagamento e rendere sempre le operazioni di cassa o di accettazione preventivo il più semplici e chiare possibile.

Convertire non è la fine del funnel, infatti bisogna ricordarsi di offrire una buona assistenza post-vendita e avere una strategia di follow up per comunicare con i clienti che hanno già convertito una volta.

 

Attivare un piano di marketing e comunicazione ben strutturato è tanto fondamentale per le tue vendite o per le tue lead quanto complesso. Affidarsi ad un partner di settore potrebbe essere la scelta vincente.  Contattaci!

Grazia Angela Cuomo

Grazia Angela Cuomo

Digital Strategist

Dott.ssa in Scienze della Comunicazione e dell’ Informazione, si specializza nel digitale con un master in Digital & Social Media Marketing. Appassionata di business, e-commerce e tecnologia.

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Negli anni IPSNet è diventato un marchio sinonimo di competenza e professionalità per assistere il cliente e orientarlo nel mondo della rete, sempre più difficile e ricco di opportunità, ma anche di insidie. Cloud Provider, soluzioni per le reti informatiche e la sicurezza dei dati nelle aziende sono, ad oggi, il nostro quotidiano impegno per centinaia di clienti che, da oltre 20 anni, ci affidano la propria informatizzazione digitale.

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HTTPS: cos’è e perché è importante per il tuo ranking online

 A partire da luglio 2018 Google Chrome segnala come non sicuri tutti i siti che usano ancora il protocollo HTTP, con l’obiettivo di spingere ulteriormente verso l’utilizzo del protocollo criptato HTTPS. Attualmente il browser, nel caso di utilizzo del protocollo HTTPS, affianca all’indirizzo un lucchetto chiuso verde e la scritta “Sicuro”. Quando invece viene usato il normale HTTP compare una “i” cerchiata, affiancata la scritta “Non sicuro”. 

Google Chrome: HTTP vs HTTPS

Protocollo HTTPS e i certificati SSL: di cosa si tratta?

SSL vuol dire “Secure Sockets Layer” (Livello di socket sicuri), una tecnologia standard che garantisce la sicurezza di una connessione a Internet e protegge i dati sensibili scambiati fra due sistemi impedendo ai criminali informatici di leggere e modificare le informazioni trasferite, che potrebbero comprendere anche dati personali. Queste informazioni possono essere di natura sensibile o personale, come ad esempio numeri di carta di credito, altre informazioni finanziarie, nomi e indirizzi.

HTTPS (Hyper Text Transfer Protocol Secure, Protocollo di trasferimento ipertestuale sicuro) è una dicitura visualizzata negli URL di un sito Web protetto con un certificato SSL. Facendo clic sul simbolo del lucchetto nella barra del browser, è possibile visualizzare i dettagli del certificato, compresa l’autorità di emissione e il nome aziendale del proprietario del sito Web.

Il protocollo HTTPS utilizza i certificati SSL (Secure Sockets Layer) che consentono di stabilire una comunicazione sicura dalla sorgente al destinatario (end-to-end), criptando il flusso di informazioni che vengono raccolte dal sito web e fornendo autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità. 

Grazie ai certificati SSL è possibile per gli utenti avere la certezza che il server a cui ci si connette è autentico.

HTTP vs HTTPS

Fonte immagine: www.theplusit.ro

Perché passare da HTTP a HTTPS?

I siti web che non utilizzano il protocollo HTTPS e i certificati SSL vengono penalizzati da Google per quanto riguarda la loro indicizzazione, conviene dunque correre ai ripari per preservare il proprio ranking. Effettuare il passaggio dal protocollo HTTP a HTTPS di un sito web è un’operazione necessaria per evitare di essere penalizzati da Google e mantenere il proprio posizionamento nella SERP (Search Engine Results Page) del motore di ricerca.

Attualmente circa il 70 % dei siti web utilizza il protocollo di trasmissione dati HTTP che, da dicembre 2016, non rispetta più gli standard di sicurezza richiesti da Google, che impone di massimizzare la sicurezza di qualunque trasmissione dati.

Le tipologie di siti web maggiormente sollecitati a effettuare il passaggio al protocollo HTTPS sono prevalentemente siti di e-commerce, portali che prevedono transazioni in denaro e siti con un modulo di contatto (contact form). Più in generale, qualsiasi sito web che gestisce delle trasmissioni dati senza utilizzare il protocollo HTTPS verrà segnalato da Google come sito non sicuro e subirà delle penalizzazioni dal punto di vista del posizionamento.

La penalizzazione nel ranking coinvolgerà anche i siti ottimizzati dal punto di vista SEO (search engine optimization) che, in questo modo, rischieranno di perdere progressivamente la visibilità fino a quel momento ottenuta.

Come agisce Google nei confronti dei siti che utilizzano ancora http?

Google segnalerà il sito in esame attraverso tre tipi di marchiatura differenti a seconda delle diverse situazioni:

  • un avviso che comparirà nei risultati di ricerca, in cui informerà l’utente che il sito “non rispetta i termini di sicurezza”;
  • un’icona a forma di lucchetto e una linea rossa applicata sopra, che comparirà nella barra dell’indirizzo del browser prima dell’URL del sito;
  • una videata a tutto schermo in cui comparirà un lucchetto di colore rosso che inviterà gli utenti a non proseguire con la navigazione, poiché la connessione dati non è privata.

Tutte queste penalizzazioni porteranno il sito in questione a essere considerato come inaffidabile, con conseguente calo degli accessi. Nel caso di siti e-commerce tale marchiatura potrebbe generare perdita di potenziali clienti e di fatturato, allarmati dal fatto di dover eseguire delle transizioni di pagamento su piattaforme che Google non considera sicure.

Google Chrome: connessione non sicura

Fonte immagine: www.support.apple.com

Quali sono i vantaggi per i siti con protocollo HTTPS?

I siti web che attivano un protocollo HTTPS tramite certificati SSL possono ottenere i seguenti vantaggi:

  • miglioramento del ranking: benefici sul posizionamento nella SERP (Search Engine Results Page) di Google, con conseguente aumento della visibilità e degli accessi;
  • sicurezza dei dati in termini di
    • autenticità: i dati ricevuti dal sito web sono affidabili;
    • integrità: i dati non hanno subito alterazioni durante il trasferimento;
    • crittografia: in caso di intercettazione dei dati, gli stessi non sono leggibili;
  •  affidabilità: gli utenti che vedono il lucchetto verde nella barra dell’indirizzo del browser hanno una maggiore fiducia nei confronti del sito.

Il passaggio da HTTP a HTTPS implica una migrazione del sito e va condotta con professionalità e competenza, in modo da non rischiare di veder vanificati i risultati e il ranking raggiunti. Consigliamo quindi di rivolgersi a un esperto per effettuare quest’operazione in maniera ottimale.

Vuoi effettuare il passaggio da http a https in modo sicuro? Hai bisogno di una consulenza professionale?Contattaci, il nostro team di esperti è pronto a fornirti supporto professionale per l’attualizzazione della procedura.

Giorgio Bagnasco

Giorgio Bagnasco

Managed Services Specialist

Dottore in Matematica Informatica, originariamente sviluppatore di applicazioni Web, amministratore di database e project manager in una vasta gamma di applicazioni aziendali. Oggi specializzato in IT Management e System Integration, problem solving, progettazione e gestione di reti informatiche, ottimizzazione di sistemi informativi aziendali

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